Coronavirus: come deve proteggersi chi lavora a contatto con il pubblico?

La prevenzione del nuovo coronavirus con riferimento ad una circolare del Ministero della Salute e ad un report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Le indicazioni per gli operatori a contatto con il pubblico.

In questo articolo parliamo epidemia da coronavirus 2019-nCoV, e prima di presentare la nuova circolare del Ministero della Salute sulle misure preventive da adottare tra gli operatori che lavorano a contatto con il pubblico e un documento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ( ECDC), raccogliamo le informazioni generali sulla prevenzione tratte da Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica curato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Questi gli argomenti affrontati:

  • Trasmissione, prevenzione e trattamento
  • La nuova circolare del Ministero della Salute
  • Le indicazioni operative per i lavoratori a contatto con il pubblico
  • Le indicazioni per la gestione dei casi nelle strutture sanitarie

Trasmissione, prevenzione e trattamento

Sul portale Epicentro sono offerte diverse informazioni relative al nuovo coronavirus.

Come avviene la trasmissione?

Si segnala che i coronavirus umani “si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso i seguenti canali:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente)”.

Riguardo al nuovo coronavirus 2019-nCoV si riportano anche alcune indicazioni tratte dal “Situation Report – 12”, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 1 febbraio 2020.

E “sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

Inoltre l’OMS è “a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. In base a quanto già noto sui coronavirus (ad es. MERS-CoV), sappiamo infatti che l’infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara. Sulla base di questi dati, l’OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

Non esistono attualmente trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus “e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. La maggior parte delle persone infette da coronavirus comuni guarisce spontaneamente. Riguardo il nuovo coronavirus 2019-nCoV, non esistono al momento terapie specifiche, vengono curati i sintomi della malattia (così detta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio”.

In merito alla prevenzione è possibile ridurre il rischio di infezione proteggendo sé stessi e gli altri. Questi alcuni accorgimenti di autoprotezione:

  • “Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).
  • In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.
  • Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi”.

Le indicazioni per proteggere gli altri:

  • “Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
  • Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
  • Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito”.

Riprendiamo dal portale anche una semplice infografica proprio sull’uso della mascherina:

coronavirus, mascherine

 

La nuova circolare del Ministero della Salute

 La Circolare del 3 febbraio 2020 della Direzione generale della prevenzione sanitaria (Ufficio 05 – Prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale) del Ministero della Salute ha per oggetto “Indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico”.

 

Riguardo all’epidemia da coronavirus 2019-nCoV in corso nella Repubblica popolare cinese si riportano alcune indicazioni sulla situazione epidemiologica.

Si segnala, come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, che “la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all’interno dell’Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata. La probabilità di osservare casi in soggetti di qualsiasi nazionalità provenienti dalla Provincia Cinese di Hubei è stimata alta, mentre è moderata per le altre province cinesi”. E presso il Ministero della salute “è attivo un tavolo permanente con le Regioni per il monitoraggio continuo della situazione; sono in atto tutte le procedure per l’identificazione tempestiva e la gestione appropriata di casi sospetti, con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale”. Si ricorda poi che ulteriori informazioni operative “possono essere ottenute attraverso le autorità Sanitarie Regionali o il numero verde del Ministero della salute, 1500.

Le indicazioni operative per i lavoratori a contatto con il pubblico

Quali sono le indicazioni operative rivolte specificatamente agli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico? Si tratta per la maggior parte di comuni misure preventive.

Ricordiamo che ai sensi della normativa vigente ( D.Lgs. 81/2008), “la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico è in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del Medico Competente”.

Si indica poi che le misure “devono tener conto della situazione di rischio” che – con riferimento a quanto indicato nel documento riguardo alla situazione epidemiologica e alla valutazione del rischio – “nel caso in esame è attualmente caratterizzata in Italia dall’assenza di circolazione del virus”.

Inoltre, come si evince da una precedente circolare relativa all’identificazione dei casi e dei contatti a rischio, questi ultimi sono solo coloro che hanno avuto contatti ravvicinati e protratti con gli ammalati. Pertanto, ad esclusione degli operatori sanitari, si ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:

  • lavarsi frequentemente le mani;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali.
  • adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro.

Laddove, nel corso dell’attività lavorativa, si venga a contatto con un soggetto che risponde alla definizione di caso sospetto si provvederà – direttamente o nel rispetto di indicazioni fornite dall’azienda – a contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto per nCoV”.

Nell’attesa dell’arrivo dei sanitari:

  • Evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
  • se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico;
  • lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;
  • far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito in uno con i materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso.

Riprendiamo le indicazioni, tratte dalla circolare citata, su cosa si possa identificare con un caso sospetto.

Sono presentate due possibilità:

La prima riguarda “una persona con Infezione respiratoria acuta grave – SARI - (febbre, tosse e che ha richiesto il ricovero in ospedale) e senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica e almeno una delle seguenti condizioni:

  • storia di viaggi o residenza in aree a rischio della Cina, nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della sintomatologia; oppure
  • il paziente è un operatore sanitario che ha lavorato in un ambiente dove si stanno curando pazienti con infezioni respiratorie acute gravi ad eziologia sconosciuta.

La seconda possibilità riguarda, infine, “una persona con malattia respiratoria acuta E almeno una delle seguenti condizioni:

  • contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione da nCoV nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della sintomatologia; oppure
  • ha visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan, provincia di Hubei, Cina, nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della sintomatologia; oppure
  • ha lavorato o frequentato una struttura sanitaria nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della sintomatologia dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni nosocomiali da 2019-nCov”.

Le indicazioni per la gestione dei casi nelle strutture sanitarie

Citiamo, in conclusione, un documento prodotto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ( ECDC), un'agenzia indipendente dell'Unione europea con lo scopo di rafforzare le difese dei paesi membri dell'Unione nei confronti delle malattie infettive.

L’ECDC ha pubblicato il report tecnico “Infection prevention and control for the care of patients with 2019-nCoV in healthcare settings” sulle misure di controllo da adottare nella gestione dei casi sospetti e confermati di infezione.

Il documento fornisce linee di indirizzo per le strutture sanitarie e ai fornitori di assistenza sanitaria nell’Unione Europea (e nel più vasto spazio economico europeo – SEE) per ridurre il rischio di trasmissione di 2019-nCoV nei contesti sanitari e nei laboratori.

Sono riportate, tra le altre cose, indicazioni per il contatto iniziale con i casi sospetti di 2019-nCoV, per la gestione del paziente, per la gestione dei rifiuti e per i test di laboratorio.